Corigliano d'Otranto è uno dei comuni della Grecìa salentina noto per il centro storico e per il suo castello, definito come il «più bel monumento di architettura militare e feudale in Terra d'Otranto». Il suo nome si può ricondurre al termine greco bizantino "choríon" col significato di villaggio, paese, podere, terra o luogo.



A testimonianza che la località è stata abitata fin dai tempi antichissimi sono i menhir, le specchie ed i dolmen. Tra questi ultimi meritano particolare menzione i grandi "Caroppo 1" e "Caroppo 2"; il primo è formato da quattro camere ciascuna ricoperta da una lastra di pietra mentre il secondo è caratterizzato da una singola camera con la stessa tipologia di copertura. Si tratta di testimonianze neolitiche fra le più famose per il loro stato di conservazione quasi integro.
La fondazione del paese è incerta e potrebbe risalire al periodo della Magna Grecia, a quello romano o addirittura al pre-romano con i Messapi. Allo sviluppo del piccolo centro ha contribuito il cenobio basiliano di San Giorgio costruito nel IX secolo e nel quale era attiva una scuola di lingua greca e cultura bizantina che ha lasciato numerosi codici greci, ora custoditi in importanti biblioteche. Ha vissuto anche la dominazione Normanna e di vari signori appartenenti alle famiglie più illustri dell'epoca.



Il borgo di Corigliano d'Otranto è uno scrigno di tesori architettonici, ambientali ed archeologici. Passeggiando nel suo centro storico si potranno ammirare la Chiesa Madre di San Nicola, edificata nel 1622 su una struttura preesistente della quale restano alcune testimonianze. Il portale, infatti, risale al 1573 ed è sormontato dalle statue del Redentore, della Madonna e di San Nicola di Mira. Anche il campanile è di un periodo precedente (risalente al 1465) ed è situato a poca distanza dalla chiesa. Inserito nelle mura urbane di epoca medievale, in origine veniva utilizzato come torre di vedetta.

 


Altri importanti edifici religiosi sono la Chiesa dell'Addolorata, costruita in stile neogotico tra gli anni venti e sessanta del XIX secolo. La Chiesa della Madonna delle Grazie, risalente alla prima metà del '700, costruita sulle rovine di un santuario più antico e del quale conserva un affresco bizantino della Madonna di Costantinopoli. La Cappella della Madonna degli Angeli, costruita tra il XVI e il XVII secolo è costituita da un unico vano coperto da una volta a botte lunettata. Ed infine la Cappella di San Leonardo, costruita intorno alla seconda metà del XV secolo e costituita da una navata orientata a est coperta da una volta a botte, da un rosone a otto raggi e da un piccolo campanile a vela.

 


Degni di nota sono anche i vari palazzi signorili costruiti tra il XVI ed XIX secolo, tra i quali possiamo elencare palazzo Comi, palazzo Peschiulli e palazzo de' Monti.

 


Un monumento molto importante è l'Arco Lucchetti del 1497, massima espressione della cultura locale, costituito da tre elementi monolitici in pietra leccese. Fu realizzato nel 1497 dal proprietario del caseggiato, così come egli stesso dichiara in una delle iscrizioni che vi sono incise. L'arco immette all'interno di una corte nella quale si intravedono iscrizioni latine cinquecentesche incise sugli architravi delle porte. L'intera decorazione si rifà a modelli medievali e da essa emerge anche una storia sentimentale grazie ai simboli bizantini dell’amore di un uomo per la sua sposa.



Ma tra le attrazioni più affascinanti non si può non ricordare il Castello de' Monti, una dimora di impianto medievale che è stata oggetto di una profonda ristrutturazione a fini militari da parte della famiglia de’ Monti, feudatari dell'area nel '400. Il castello ha un impianto quadrangolare con quattro torrioni angolari ed un profondo fossato. Ogni torrione presenta l'araldica dei de' Monti accompagnata dalle raffigurazioni allegoriche delle quattro virtù cardinali e dai bassorilievi di altrettanti Santi sotto la cui protezione è posto ciascun di esso. Il corpo centrale è avanzato rispetto al portale d'ingresso ed è sormontato da un balcone e da tre nicchie che contengono le statue del feudatario, della carità e della giustizia. Venuta meno la sua funzione militare, alla metà del Seicento il castello fu adattato, secondo la moda del tempo, ad esigenze estetiche e di rappresentatività della famiglia del feudatario. Infatti il duca Francesco Trane arricchì il portale di elementi barocchi e figure allegoriche alle finestre, oltre che con i busti dei grandi condottieri del passato. Oggi non esiste più il ponte levatoio che è stato sostituito da uno di pietra.

 

Cosa vedere a Corigliano d'Otranto