Gallipoli, con il suo centro storico che sorge su un’isola calcarea e che sembra afferrare le acque del mar Ionio, è una delle più rinomate mete turistiche salentine. Il suo nome deriva da Kale polis, un nome arrivato dai colonizzatori provenienti dalla Grecia, e significa città bella. Anche se si ritiene che l'antico nome della città, in epoca messapica, fosse "Anxa", che significherebbe "villaggio che sorge in un luogo elevato dal mare".
E la sua bellezza ha da sempre attirato le attenzioni di tanti popoli.
Dopo l’occupazione dei Barbari e la breve Bizantina, Gallipoli venne ricostruita durante la dominazione dell'Impero Romano di Onesti, che fortificò la città e le mura difensive. Con essi iniziò la storia più recente della città, che oltretutto intervennero creando sistemi di comunicazione, come il collegamento tra Gallipoli e la via Traiana che assicurava un passaggio rapido ai Balcani.
Successivamente, dopo l’occupazione Normanna e le varie dominazioni brevi, la città passò sotto il dominio Spagnolo ed in questo periodo in città crebbero le attività artigiane. A partire dal XVI secolo divenne la piazza principale a livello europeo per la produzione e l'esportazione di olio lampante, tanto che alla Borsa di Londra il prezzo dell'olio veniva stabilito sulla base delle quotazioni gallipoline.
Nel periodo Borbonico venne costruito il porto cittadino e Gallipoli divenne capoluogo di distretto. Il nuovo luogo di approdo si affiancò a quello antico (il porto peschereccio) che sorge nei pressi della Fontana Greca e a ridosso del Rivellino, quasi al confine (segnato da un ponte in muratura del '600) tra il borgo moderno e la città vecchia. Con l’Unità d’Italia divenne capoluogo di circondario con Lecce e Taranto.
Gallipoli offre molti spunti al turista. La sua storia evidenzia, come già detto, una notevole importanza a livello commerciale e strategico.
Il castello, uno tra i più importanti del Salento, è una fortezza maestosa sospesa sul mare che segna l’ingresso della città vecchia. La costruzione ha origini bizantine ma subì radicali modifiche e rifacimenti in periodo angioino e aragonese, quando fu costruito un recinto a pianta poligonale fortificato da torri cilindriche. Nella parte superiore della torre si trovavano ancora le originarie catapulte e i cannoni usati per difendere la città. Nel 1522 venne costruita la cortina di levante denominata Rivellino, staccata dal perimetro della fortezza e isolata nelle acque. L'accesso al Rivellino è consentito mediante un ponte levatoio in legno ancora esistente.
Innumerevoli sono i bastioni e le torri erette a difesa della città nel corso dei secoli (bastione degli angeli, bastione di S. Domenico, bastione delle anime, bastione di S. Francesco, torre del Pizzo, torre San Giovanni la Pedata, torre Sabea per citarne alcuni). Non dimeno sono i palazzi signorili che vennero costruiti ed abitati dai signori dell’epoca (palazzo Pirelli, palazzo Assanti-Aragona, palazzo Specolizzi, palazzo del seminario, ecc.).
E non di meno sono le strutture religiose, molte delle quali arricchite con una variante del barocco leccese con peculiarità originali, il barocco di Gallipoli. Tra di esse possiamo citare alcune come la Basilica Concattedrale di Sant'Agata, la Chiesa di S. Francesco di Paola, la Chiesa di S. Francesco d’Assisi, la Chiesa di Santa Maria della Purità.
Una menzione a parte merita la Fontana Greca, forse la più antica d’Italia e probabilmente risalente al III secolo a.C.. La facciata, che guarda a scirocco, è suddivisa in tre parti da quattro cariatidi che sorreggono l'architrave con un ricco decoro ed è alto circa 5 metri. Nei bassorilievi, ricavati da lastre di pietra dura locale, sono scolpite scene che rappresentano le tre metamorfosi delle mitologiche Dirce, Salmace e Biblide. Mentre sull'altra facciata, realizzata con la funzione di sostegno nel 1765, vi sono collocati lo stemma di Gallipoli, un'epigrafe in latino e le insegne del sovrano Carlo III di Borbone. In basso è collocato l'abbeveratoio dove in passato si dissetavano gli animali.








