Maglie è un importante centro del sud Salento e sorge in un avvallamento i cui margini sono dei modesti rilievi. In questa area ci sono stati dei ritrovamenti di presenze di umani fin dal periodo preistorico, età paleolitica. Allo stesso lasso di tempo sono riconducibili svariati megaliti, quali dolmen e menhir, che sono disseminati nella campagna intorno a Maglie; uno di essi riporta evidenti segni primitivi.
Sulle origini di Maglie vi sono diverse ipotesi ma tutte sono state smentite dai recenti studi, secondo i quali il nome Maglie deriverebbe dal termine “mal”, che significa altura. Si tratta quindi di un oronimo, come nel caso di altri centri salentini (Matino, Monteroni, Montesano, Montesardo) che, pur trovandosi in territorio pianeggiante, includono nel proprio toponimo il significato di una conformazione geografica che non esiste realmente. Il nome della città compare già nei testi medievali: da un duecento-trecentesco Malle si passò ai quattrocenteschi curiali Mallie, Mallia, Mallye, Malie, e infine Maglie, l'attuale.
Dalle testimonianze preistoriche giunte fino a noi, è certo che il territorio è stato abitato fin dall’età del ferro. È stata sotto il dominio di diversi baroni, per primi i Lubello che amministrarono la città per quattro secoli e costruirono il primo castello. In seguito passò ad altre famiglie feudatarie, tra le quali i Filomarino, ed infine i Capece.
Questi ultimi meritano sicuramente una menzione a parte nell’intarsio della storia di Maglie. Gli ultimi feudatari di Maglie hanno dato la spinta propulsiva per far diventare il paese uno dei centri più importanti della Terra d’Otranto e di tutto il Salento incrementando agricoltura, artigianato, industria e cultura. Se oggi Maglie è uno dei borghi più importanti della penisola, lo si deve senz’altro alla famiglia Capece ed il popolo ne è cosciente e riconoscente.
Il palazzo baronale della famiglia Capece non è sede municipale e questo è un dettaglio che apre la porta ad una storia di cultura e vivere civile. Il palazzo è probabilmente nato come fortezza angioina, quasi certamente ha subito gravi danni a causa dei saccheggi del popolo ottomano ed è rinato prima con la famiglia Lubello. Successivamente è stato demolito e ricostruito con una veste gentilizia dal duca Filomarino, mentre alla famiglia Capece si deve l’importante portale in stile Barocco.
L’ultima baronessa di Maglie, Francesca Capece, ha donato la sua dimora al popolo affinché i giovani potessero studiare ed istruirsi. Oggi è la sede del Liceo Classico intitolato alla nobildonna.
Il popolo di Maglie è sempre stato riconoscente nei confronti della baronessa Capece e per renderle omaggio le ha dedicato una statua di notevole prestigio e fattura. Questa statua, in marmo bianco di Carrara, è di sicuro l’opera più importante dello scultore salentino Antonio Bortone che ha voluto immortalare la donna sul finire della sua vita mentre dona ad un giovinetto con in mano uno scudo (rappresentazione della città) una croce ed un libro, rispettivamente simboli di fede e di sapienza.
Pur essendo un centro abitato con una storia abbastanza recente, la città offre diverse spunti per il turista che decide di visitarla. Tra di essi possiamo sicuramente annoverare il grande frantoio ipogeo, recentemente riportato alla luce e ristrutturato. Per poi proseguire con l’importante Museo Civico di Paleontologia e Paletnologia, prevalentemente dedicato alla ricostruzione della preistoria salentina e punto di riferimento per la conoscenza del più remoto passato dell’Italia Meridionale grazie alle sue faune pleistoceniche ed ai reperti antropici.
Nel centro storico di Maglie vi sono importanti monumenti architettonici di grande interesse artistico e culturale come la chiesa di Santa Maria della Scala, la chiesa di Santa Maria delle Grazie ed il Duomo. Tutti splendidi esempi di architettura inizio ‘500 tardo ‘700, fortemente influenzati dalla scuola barocca leccese. Menzione particolare merita il Duomo o chiesa della Collegiata, chiamata anche “chiesa grande”, con lo spettacolare coro di legno della fine del settecento.
Ma non è da dimenticare anche l’imponente colonna in pietra leccese posta nei presi della chiesa di Santa Maria delle Grazie, della quale non si conosce nemmeno la genesi o la data di fondazione. Si pensa che la colonna, che ora fa da basamento per la moderna statua della Vergine delle Grazie con Bambino, risalga alla fine del seicento, ma la stima è stata fatta solo grazie alle somiglianze con quella che sorregge la statua di Sant’Oronzo nell'omonima piazza a Lecce.








